Pordenone accessibile, visita a rotelle

Vi raccontiamo tutto di Pordenone, la città friulana è stata una bella scoperta in tema di accessibilità urbana. Abbiamo trascorso 48 ore in missione accessibile per raccontarla attraverso la nostra visuale di inviati a rotelle. In attesa di leggere la Guida accessibile di Village for all, potete visitarla attraverso il nostro racconto.

Come spostarsi a Pordenone

Siamo partiti da Mantova a bordo della nostra Pepy mobile, 230 km attraverso la punta orientale della Lombardia, le campagne venete e l’approdo in Friuli Venezia Giulia, uscendo a Porcia. E’ una meta raggiungibile sia in auto, sia in treno senza grossi problemi di spostamento per raggiungere il centro, vista la sua misura abbastanza ridotta anche da gestire sia con una carrozzina manuale o elettrica. Vista la stagione ancora calda, non c’è stato bisogno di utilizzare mezzi pubblici o riprendere la macchina per spostarsi nel centro storico.

Dove dormire a Pordenone: Park Hotel Pordenone

Il Park Hotel di Pordenone è in una posizione ottimale sia per raggiungere il centro della città, sia per raggiungere la stazione dei treni. Dettaglio importante: proprio davanti all’ingresso dell’hotel c’è lo stallo per persone con disabilità, munito di rampa per salire sul marciapiedi. L’ingresso dell’hotel è privo di barriere architettoniche, c’è una piccola rampa che non supera il 5% di pendenza. L’hotel è provvisto di ascensore che raggiunge tutti i piani. La camera per persone con disabilità è al 5° piano ed è solo doppia o uso singola con bagno attrezzato. 

Viste le nostre esigenze e al fatto che eravamo in 3 persone, abbiamo optato per una camera standard che comunque ha permesso la fruizione con la carrozzina elettrica. 
La sala colazioni è al piano terra, in stagione è prevista la possibilità di consumarla in una veranda molto accogliente, ma per accedervi bisogna superare un gradino con altezza 15 cm.

Cosa vedere a Pordenone: visita in 48 ore

Pordenone è una città di quasi 52 mila abitanti, a sud delle Prealpi Carniche. Ha un centro storico raccolto che si snoda attraverso due vie principali, Corso Vittorio Emanuele II e la sua parallela. La pavimentazione è con sampietrini e portici lastricati senza scalini per accedere al manto stradale.
L’unico problema di vivibilità in carrozzina in questa città, sono i tantissimi negozi che presentano alti scalini per accedervi. Sicuramente qualcuno sarà provvisto di rampa mobile, ma nessuna vetrofania indica questa presenza indispensabile.
Visita al Museo d’Arte – Palazzo Ricchieri. Il museo civico della città non presenta barriere architettoniche di nessun tipo. L’accesso ha un piccolo gradino inferiore ai 5 cm, la doppia porta automatica. Il piano terra è utilizzato per mostre temporanee, mentre la collezione statica è al 1° e 2° piano accessibili attraverso un largo ascensore on pulsantiera standard verticale. La sede del museo è stata ricavata da una vecchia dimora privata, quindi divisa in sale e corridoi, anche su livelli differenti raccordati tutti da pedane in legno antiscivolo con pendenze a norma e corrimani. laterali. Il percorso inizia dal secondo piano dove sono presentate in successione cronologica le collezioni più antiche di scultura lignea e lapidea, gli affreschi parietali tardotrecenteschi del Palazzo, le opere quattrocentesche degli intagliatori tolmezzini (Domenico e Giovanni Mioni), alcune importanti opere di Giovanni Antonio de Sacchis, detto il  Pordenone (1483-1539) e le successive testimonianze artistiche fino a giungere alla fine del ‘500. Il percorso prosegue poi al primo piano con le opere del ‘600 e del ‘700 e una esaustiva selezione della produzione artistica del pittore pordenonese Michelangelo Grigoletti (1801-1870). Completa l’esposizione una sala che presenta altri affreschi tardotrecenteschi del Palazzo e l’esposizione di alcune pregevoli coeve tavolette lignee da soffitto, provenienti da un altro edificio signorile adiacente, entrambi ispirati al ciclo epico arturiano.

Usciti dal Museo, proseguendo a sinistra in pendenza, si incontra il Duomo di S. Marco, accessibile attraverso una rampa laterale in muratura posta a destra della chiesa. Proseguendo ancora più in basso si arriva ad un attraversamento pedonale che conduce al Ponte di Adamo ed Eva (in verità con le statue di Giunone e Giove) al Parco Flu, fino ad ammirare dall’esterno, la Chiesa della Santissima. 

Visita alla Chiesa del Cristo. L’edificio, costruito nel XIV secolo, fungeva da cappella al vicino ospizio-ospedale dedicato a Santa Maria degli Angeli, fondato dalla confraternita dei Battuti che aveva la sede proprio di fronte all’ingresso della chiesa. La chiesa all’ingresso ha una pedana per superare il gradino. 

Visita al Museo di Storia Naturale, si trova nel cuore del centro cittadino, è uno spazio speciale, ricco di sorprese. Entrati, avrete subito il batticuore davanti al padrone di casa: una splendida ricostruzione di mammut lanoso, alto oltre tre metri, che vi darà il suo benvenuto dal giardino. L’entrata del museo non presenta barriere e la porta è ad apertura automatica. 

Dove e cosa mangiare a Pordenone

La scelta di cibo a Pordenone non manca. Il prodotto per eccellenza è il prosciutto crudo San Daniele (DOP) e non si può lasciare la città senza averlo assaggiato. Abbiamo scelto di cenare proprio in una prosciutteria per provare il migliore. Alla prosciutteria Martin l’accessibilità è completa: nessuno scalino all’entrata, spazi interni grandi, veranda esterna con rampa e bagno accessibile. All’interno del locale si può ammirare la cucina a vista e il banco dove affettano a mano il prosciutto o selezionano i formaggi della zona. 

 

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